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Il Salto di Coloras è un altipiano calcareo a 180 m sul livello del mare, roccioso e poco profondo, per cui lo scasso del vigneto è stato assai faticoso al punto di dover ricorrere all’uso di uno scavatore col martellone.

L’impianto è stato realizzato con barbatelle selvatiche, che si è provveduto ad innestare in campo una volta attecchite, questo per poter avere la certezza della biotipologia di Malvasia di Bosa  voluta.

Nella piantumazione del vigneto si è voluto dare la massima importanza al portinnesto, che è la base di ogni buon impianto: nelle aree più profonde (o meno rocciose!!), è stato impiantato il 110R, mentre negli spazi a maggior presenza della roccia madre si è messo il 140 Ru.

In tal modo si sono ottenuti due risultati, innanzitutto ogni tipologia di terreno è diventata produttiva, in quanto i due portinnesti conferiscono alla vite pari vigoria seppure in substrati molto diversi, inoltre si ha scalarità della produzione in quanto il primo portinnesto induce la pianta ad anticipare la maturazione delle uve, al contrario del secondo che tende a ritardarla, ma che garantisce la maturazione delle stesse anche in condizioni di siccità.

I sesti di impianto sono abbastanza ridotti (2 m x 0,85) per limitare la produzione di ogni singola pianta ma al contempo consente una buona produzione totale avendo un maggior numero di piante per ettaro.

La forma di allevamento è a spalliera con potatura guyot, la quale impone il rinnovo annuale del capo a frutto.

Il terreno è concimato ad anni alterni con concimi organici compostati e lavorato meccanicamente.

La vendemmia delle uve avviene nell’arco di due mesi, a seconda dello stadio di maturazione delle uve.